IPNOTERAPIA, Milton Erickson
Quando ci riferiamo all’universo della Neuro Linguistica, disciplina madre di tutte le odierne scuole di motivazione personale, non possiamo prescindere da tracciare un identikit del padre di queste tecniche: Milton Erickson, figura a metà tra lo psichiatra e lo psicologo, primo grande studioso di Ipnoterapia e terapia familiare.
Nato ad Aurum, Nevada, villaggio poi scomparso dalle cartine geografiche, uno dei pochi giovani dei suoi tempi ad avere avuto la possibilità di viaggiare su una comoda utilitaria, mentre i suoi genitori mandavano avanti una fattoria nella campagna del Wisconsin.
Il suo interesse per l’Ipnosi nacque quando era un laureando presso la facoltà di psicologia all’università del Wisconsin e osservò una dimostrazione d’ ipnosi da parte di Clark L. Hull.
Sbalordito da quello che vide, il giovane Milton Erickson invitò il famoso ipnologo in camera sua e, incredibilmente, lo ipnotizzò. Da quel momento Milton Erickson iniziò a sperimentare la sua naturale dote su chiunque gli capitasse a tiro, dagli amici della facoltà ai suoi familiari. Dopo il terzo anno di studi, il dottor Milton Erickson aveva già ipnotizzato alcune centinaia di persone, portato avanti un gran numero di esperimenti e dimostrazioni d’ ipnosi per la facoltà di medicina della sua università.
Dopo essersi laureato, si specializzò in Colorado presso la struttura statale specializzata in Psicopatia. Nell’aprile 1930, pochi mesi dopo, divenne membro dello staff del servizio di ricerca all’ospedale statale Worcester; e infine rapidamente nominato capo psichiatra in ricerca. Quattro anni dopo divenne direttore della ricerca psichiatrica all’ospedale di Eloise in Michigan. In quest’ospedale mise in atto numerosi esperimenti, convincendosi che i metodi dell’ipnosi erano particolarmente efficaci per le terapie dei pazienti.
Il Dottor Erickson con grande enfasi studiò il metodo di osservazione dei pazienti, come si comportavano, scoprendo che il tirocinio in ipnosi aumenta le capacità di osservazione.
La sua leggendaria capacità iniziò a svilupparla a diciassette anni: in seguito a un attacco di poliomelite, il giovane Milton Erickson era sdraiato nel letto, incapace di comprendere la posizione delle sue gambe e delle sue braccia. Attraverso i suoi sensi, riuscì a localizzare la posizione dei suoi arti. Da questa sventura il dottor Erickson imparò una delle tecniche fondamentali per i suoi studi in materia d’ipnosi.
Molta comunicazione è contenuta all’interno dei movimenti dell’essere umano, molto più che nei suoi discorsi. Milton Erickson, che soffriva di sordità, riusciva infatti a riconoscere un buon pianista dai movimenti della sua mano, dalla sicurezza del gesto, dalla sua delicatezza.
Ai più, la parola ipnosi può suggerire le tradizionali forme di ipnotizzazione con cui gli ipnotizzatori inculcano suggerimenti e ordini nei pazienti, per esempio “ti stai addormentando” o “smetterai di fumare”. Ma in realtà il trance ipnotico esiste in varie forme e si manifesta nella vita di tutti i giorni. Spesso è riconosciuto e utilizzato (Ipnoterapia) ma la maggior parte delle volte passa inosservato (sognare ad occhi aperti, paure irrazionali, il comportamento delle persone in ascensore). Milton Erickson era convinto che molte persone vivano in uno stato di trance, e che il suo compito non fosse quello di ipnotizzare i pazienti, ma al contrario di de-ipnotizzarli.
L’ipnoterapia è semplicemente l’utilizzo delle tecniche di trance per scopi terapeutici.
L’ipnoterapia tradizionale utilizza il linguaggio dominante, in gergo il suggerimento diretto. Questo metodo a volte funziona, ma non per tutti. Alcune persone resistono ai suggerimenti e vengono etichettati come inipnotizzabili dagli ipnotizzatori tradizionali. Ma non tutti credono nelle tecniche tradizionali. Non a caso, il metodo ericksoniano utilizza quelli che vengono definiti i suggerimenti indiretti. Questi, a differenza dei diretti, sono più difficili da respingere, in quanto più ardui da riconoscere per l’inconscio, che spesso li etichetta come metafore o favole.
Facciamo un esempio: un bambino cammina verso il tavolo della cucina con in mano un bicchiere pieno di latte, il padre lo intima a non farlo cadere. Il bambino cade in uno stato di alterazione, e il suo cervello riceve una potenziale ammonizione successiva: “Sei un disastro”. Il bambino rovescia quindi il bicchiere e il latte si sparge sul tappeto.
Questo banale esempio ci dovrebbe far comprendere che siamo tutti ipnotizzatori; in questo caso l’ammonimento del padre intimorisce il bambino che cade in uno stato di trance e rovescia il latte; quindi se siamo genitori dobbiamo fare profonda attenzione a quali effetti il nostro linguaggio può avere sui nostri figli, molto suggestionabili alle nostre esortazioni. La nostra mente non è infatti in grado di elaborare le negazioni. Se il padre avesse detto al bambino: “Bravo tesoro, fai attenzione”, vi sarebbero state molte più possibilità che il bambino riuscisse a portare a termine la sua passeggiata.
Milton Erickson è considerato il padre assoluto dell’Ipnoterapia. I suoi metodi hanno ispirato la terapia di breve periodo, la rinascita delle immagini guidate e la moderna neuro linguistica.
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